Ultimo appuntamento del ciclo di incontri “Il libro nel bicchiere” – Stagione 2019/2020

Intestazione Il libro nel bicchiere

Sabato 26 Settembre 2020 ore 16.30

Sala Carmeli in Via Galileo Galilei, 36 – Padova

Cinzia Venturoli

dialoga con Agnese Solero del suo libro

Storia di una bomba.

Bologna 2 agosto 1980: la strage, i processi, la memoria

Venturoli immagineSarà presente anche Eliseo Pucher, rappresentante dell’Associazione tra i Familiari delle Vittime della Strage della Stazione di Bologna del 2 Agosto 1980.

L’autrice è docente all’Università di Bologna, da sempre attiva al fianco del comitato delle famiglie delle vittime e autrice di numerose pubblicazioni inerenti la storia degli anni Settanta, lo stragismo e la memoria, da piazza Fontana a piazza della Loggia alla strage di Bologna.

 A 40 anni dalla strage neofascista che causò 85 morti e 200 feriti continuiamo a interrogarci sui tanti depistaggi e sui tanti segreti (non misteri) ancora celati. Seminare terrore, insicurezza, sfiducia nelle istituzioni e così stravolgere l’ordine democratico: questi gli obiettivi dei mandanti.
Cinzia Venturoli parte dagli istanti immediatamente successivi alle 10:25 di quel sabato 2 agosto del 1980 per scrivere la più corale delle cronache della strage di Bologna: servendosi di testimonianze dirette, interviste, articoli di quotidiani, atti e sentenze, e raccontando le persone che stanno dietro ai nomi, costruisce un’indagine che scava a fondo nella memoria individuale e collettiva.  I soccorsi, il trasporto di vittime e feriti, la costernazione della città e di tutto il Paese; le lacrime dei parenti, la solidarietà dei cittadini, e naturalmente il delicato clima politico e il tortuoso percorso investigativo.
“In una catastrofe collettiva, la conoscenza storica è raggiungibile solo attraverso l’ascolto della voce delle vittime e il loro accostamento a un lavoro storiografico scientifico che ricostruisca fatti, contesti e motivazioni dei carnefici, e io credo che le stragi italiane facciano parte di questa categoria, visto che sono state una catastrofe che si è protratta nel tempo e nello spazio (…) come ha affermato Giovanni Moro “senza i ricordi delle vittime e senza la comprensione del peso della storia del Paese che le loro vite hanno sopportato, nessuna operazione di approfondimento e interpretazione di quel passato potrebbe avere successo”.

I protocolli di prevenzione Covid ci impongono prudenza e distanziamento e uso della mascherina. Per questo i posti a sedere in sala Carmeli sono limitati, vi preghiamo quindi di prenotare scrivendo a marinabolletti@gmail.com.


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